Lino Binel e
Maria Ida Viglino
Lino Binel e Maria Ida Viglino sono state due figure significative della storia politica e culturale della nostra Regione a cui, fino al 2000, erano intitolati rispettivamente l’Istituto magistrale di Verrès e il Liceo scientifico di Pont-Saint-Martin, dalla cui fusione è nata la nostra scuola.
La scelta di intitolare ad ambedue la nuova l’Istituzione è scaturita dal desiderio di mantenere la memoria delle esperienze precedenti, pur nella volontà di costruire una nuova realtà scolastica.
L’impegno nella lotta al fascismo, che ha comportato per ambedue l’esperienza del carcere, e un ruolo di primo piano nelle vicende dell’immediato dopoguerra hanno accomunato, pur nella differenza degli itinerari personali, Viglino e Binel che furono, tra l’altro, ambedue membri del primo Consiglio Valle, nominato nel 1946 dal CLN.
Lino Binel (1904-1981)
Nato a Champdepraz il 15 dicembre 1904, Lino Binel compie gli studi liceali ad Aosta, dove tra i suoi insegnanti si può annoverare la poetessa Eugénie Martinet. Conseguita la licenza liceale si iscrive al Politecnico, prima a Torino e poi a Milano, dove, a contatto con gli ambienti metropolitani del capoluogo lombardo trae stimoli importanti per la propria formazione personale e culturale.
Nel 1933 si laurea in ingegneria e nel 1936 diventa ingegnere capo al Comune di Aosta.
Negli anni successivi, continua, pur nel clima di censura di quegli anni la propria riflessione politica, a contatto con le personalità di maggior rilievo del mondo valdostano, caratterizzandosi sempre per lo spirito critico e l’autonomia di pensiero.
Nel novembre del 1943 viene arrestato, in tutta evidenza a causa di una lettera inviata al giornale “il popolo di Aosta”, in cui espone convinzioni regionaliste e federaliste. Rilasciato dopo un mese e mezzo, viene nuovamente arrestato il 18 maggio del 1944 con Emile Chanoux e dopo qualche tempo internato in Germania.
Al ritorno dalla Germania, alla fine della guerra, partecipa attivamente al dibattito sul ruolo della Valle d’Aosta nella nuova Europa.
Tra i fondatori dell’Union Valdôtaine, esce dal movimento quando questi assume tratti più marcatamente partitici.
Entrato a far parte del primo Consiglio Valle su designazione del Partito d’Azione, sostiene l’elezione di Federico Chabod a Presidente, con un voto considerato da molti sorprendente e che fu certamente molto importante dato l’esito delle scrutinio (13 voti per Chabod , 12 per Caveri).
Continua la sua attività nel Consiglio Valle fino al 1949, senza poi presentare la propria candidatura alle votazioni per il primo Consiglio regionale elettivo.
Negli anni successivi mantiene un ruolo di rilievo nel dibattito culturale e nella società civile valdostani, abbandonando invece la vita politica attiva. Soltanto nel 1953 accetta la candidatura, come indipendente sostenuto dalle sinistre, alle elezioni politiche senza tuttavia sconfiggere il candidato favorito (Farinet).
Muore ad Aosta il 27 dicembre 1981.
Maria Ida Viglino (1915 -1983)
Nata a Gignod il 18 aprile 1915, Maria Ida Viglino vive i primi anni della propria formazione culturale e politica a Parigi dove ottiene, nel 1931, il Brevet d’enseignement primairie supérieur; sempre nella capitale francese entra in contatto con gli ambienti socialisti del Fronte popolare.
Tornata in Italia nel 1939, si iscrive a Torino alla facoltà di matematica.
Nel 1943 entra in contatto con il CLN, mantenendo i contatti tra Aosta e Torino. Nel 1944 il suo impegno nella lotta antifascista si intensifica e diventa presidente del CLN, che ha dovuto ricostituirsi dopo un’operazione di polizia che ne aveva smantellato la rete.
Arrestata il 16 marzo 1945 vive, per un breve, ma duro periodo l’esperienza del carcere fascista; liberata dopo 17 giorni, partecipa alle fasi conclusive della Resistenza e assume un ruolo di primo piano nelle vicende dell’immediato Dopoguerra. Nel maggio del 1945 è infatti membro della delegazione incaricata di discutere dei rapporti tra Valle d’Aosta e lo Stato italiano, successivamente, nell’estate dello stesso anno, ritenendo i Decreti Luogotenenziali che stabiliscono i termini di tale autonomia non sufficienti, si dimette dalla presidenza del CLN.
Nel settembre del 1945 è tra i fondatori dell’Union Valdôtaine
Nel gennaio del 1946 è l’unica donna a sedere (su indicazione del PSI) nel Consiglio Valle nominato dal CLN, che conta 25 membri. Nell’ambito del vivace scontro di posizioni su quale debba essere il futuro della Valle d’Aosta si schiera con coloro che chiedono un sistema di garanzie internazionali per l’autonomia valdostana.
Trascorso il complesso periodo che dalla fine della guerra porta alla proclamazione dello Statuto e alle prime elezioni, caratterizzato da un vivace scontro tra posizioni diverse – Viglino è anche oggetto di un mandato di cattura, accusata di aver avuto un ruolo di primo piano nella manifestazione annessionista del 26 marzo 1946 – si allontana per diversi anni dalla scena politica.
Rivolta la propria attenzione agli studi e alla professione, nel 1951 si laurea in matematica e si dedica all’insegnamento. Dal 1960 assume nella scuola ruoli direttivi.
Alla politica attiva Maria Ida Viglino si dedica nuovamente a partire dagli anni Sessanta, tornando anche in Consiglio regionale. Nel 1974 viene nominata assessore alla Pubblica istruzione, incarico che conserva fino al 1983, restando, fino a tempi recentissimi, l’unica donna ad aver occupato un posto nel governo regionale.